Chiarezza porta consapevolezza 🪶
- Federica Baraldi

- 21 gen
- Tempo di lettura: 2 min
(ma la consapevolezza, da sola, non sempre basta)

“Chiarezza porta consapevolezza.”
È il principio che guida il mio lavoro ogni giorno.
Perché avere informazioni corrette, basate su evidenze scientifiche, integrate con l’esperienza e con l’istinto, è fondamentale per compiere scelte genitoriali più libere e meno dettate dalla paura.
La chiarezza orienta e riduce il rumore di fondo.
Ma quante volte hai letto, visto, ascoltato indicazioni generiche riguardo a come attuare quello specifico gesto di cura o su come dovresti gestire un'eventuale criticità? E quando le cose non hanno avuto il riscontro che speravi, o non sei riuscita a metterle in pratica come avresti voluto, come ti sei sentita?
Lo so per esperienza diretta, come professionista che lavora nell’ambito materno-infantile, ma lo so anche come genitore. Essere madre, ed essere una madre che conosce la teoria, non mi esonera dalla complessità emotiva del vissuto quotidiano, dalla stanchezza, né dalle contraddizioni che questo ruolo porta con sé.
Sapere cosa accade, perché accade, e quali siano le risposte più funzionali non significa riuscire sempre ad abitarle con facilità e la competenza non anestetizza l’esperienza, anzi, a volte può renderla addirittura più esigente.
Puoi conoscere tutta la "teoria" del mondo, ma se non ti metti mai in discussione nel nuovo ruolo che stai ricoprendo, quel sapere rischia di trasformarsi in un castello di carte: bastano delle notti difficili, un momento di fragilità, un cambiamento imprevisto, e tutto può crollare.
E sai perché?
Perché alle nozioni spesso occorre abbinare il lavoro più importante: quello su sé stessi. Un lavoro quotidiano, continuo, a volte duro.
Essere è un processo trasformativo profondo, che chiede di rivedere confini, aspettative, automatismi.
Chiede di interrogarsi su chi siamo, su come reagiamo, su cosa portiamo con noi nella relazione con nostro figlio.
Ed è qui che il supporto diventa essenziale.
Non qualcuno che si sostituisca.
Non qualcuno che dica semplicemente cosa fare senza poi attendere il tuo riscontro.
Sapere di potersi avvalere di qualcuno che affianchi che proponga indicazioni chiare, sì, ma soprattutto che accompagni nel viaggio trasformativo che si compie giorno dopo giorno nell’essere madre o padre.
Perché le informazioni servono, eccome.
Le evidenze scientifiche sono una bussola preziosa.
Il buon senso è un grande alleato.
L’esperienza conta.
L’istinto va ascoltato.
Ma senza uno spazio in cui integrare tutto questo, il rischio è di restare in superficie.
Avere accanto una guida significa non essere soli nel tenere insieme sapere e sentire, teoria e realtà, aspettative e limiti.
Significa poter costruire una genitorialità più consapevole non perché perfetta, ma perché abitata.
La chiarezza porta consapevolezza, è una realtà.
Ma la consapevolezza ha bisogno di essere attraversata con presenza, tempo e accompagnamento.
Federica Baraldi
Puericultrice
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